Prima Materia
Un racconto transmediale per un progetto artistico e curatoriale
Prima Materia nasce come progetto artistico e curatoriale dedicato all’esplorazione del processo creativo, inteso come passaggio dal pensiero statico all’intuizione che diventa gesto. Ideato da Vanessa Mingozzi e Andrea Di Nezio, il progetto si propone come spazio di dialogo tra pensiero e azione, offrendo a creativi emergenti e affermati una piattaforma per sperimentare, plasmare e condividere nuove visioni attraverso festival e rassegne di arte contemporanea.
Per dare forma a questa nuova realtà, Wider View ha curato un progetto di art direction trasversale, coinvolgendo tutte le nostre aree – design e multimedia, UI e developing, social e campaign – con l’obiettivo di costruire uno storytelling transmediale capace di restituire al pubblico la forza immateriale di Prima Materia e la sua capacità di trasformare il pensiero in esperienza artistica.
CONCEPT
brand identity
Si tratta di una riflessione sul processo creativo che anima ogni gesto artistico. Il punto di partenza è la stasi e il conseguente disturbo di essa: protagonista è l’istante che intercorre tra questi stati distinti, tra il pensiero lineare e l’intuizione creativa.
Questo istante, in cui il pensiero si sblocca e prende forma, è il fulcro del concept visivo.
Due elementi chiave: la linearità del pensiero, che rappresenta il flusso mentale continuo, e l’atto creativo, che interrompe questa continuità per generare qualcosa di nuovo. L’idea di una linearità disturbata emerge così come metafora visiva del disturbo creativo, un’interruzione che trasforma il pensiero in arte.





CONCEPT
prima
edizione
La prima edizione prende forma attorno al mito, inteso come linguaggio universale capace di attraversare il tempo e di restituire, in forme sempre nuove, domande fondamentali sull’esperienza umana. Il mito di Diana e del Rex Nemorensis, profondamente legato al territorio di Nemi, diventa la prima materia consegnata agli artisti: una struttura narrativa arcaica da attraversare, reinterpretare e trasformare. Il rituale della successione, la ciclicità della natura, il passaggio tra vita e morte costituiscono il campo di tensione entro cui le opere prendono forma.







































